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Le Officine Meccaniche Vittorio Belmondo sono attive a Torino dal 1935 per la riparazione e trasformazione sportiva di automobili, nonché la preparazione di auto da corsa.
Nel 1940 ottiene dalla S.A. Volugrafo di Torino la licenza per costruire il Motopattino, una piccola motocicletta a scocca portante.
Come per la versione originale ha ruote di piccolo diametro prive di molleggio, dotato di motore Sachs da 98cc e cambio a due marce. Lo si può riconoscere per via innalzamento nella zona sottosella rispetto alla versione della Volugrafo.
Nel 1941 lo migliora introducendo il molleggio sulla ruota anteriore, con sistema a biscottini oscillanti (su suo brevetto).
Nonostante la peculiarità ed economicità del veicolo, causa il conflitto appena iniziato, la produzione sarà limitata a circa un centinaio di esemplari.

In alto un volantino delle Officine Vittorio Belmondo del 1938 e una foto di Belmondo (1912-1962) al termine della vittoria al circuito di Varese.
Si hanno infatti le prime notizie quando nel 1934 è presente sui circuiti con auto da corsa, corre nel campionato Vetturette e Europeo (quella che nel dopoguerra diventerà la F.1), con le Maserati e Alfa Romeo sia come privato che con la scuderia Alfa Corse guidata da Enzo Ferrari e altre. Partecipa ad un trentina di gare, conquistando un unico primo posto con la Alfa Romeo 8C. Si ritira dalle competizioni nel 1938, ma continuando ad offrire la sua esperienza di meccanico.
Durante il secondo conflitto, con il fratello Enrico entra nella società Torinese V.A.M.A. (Vendita Applicazioni Materie Autarchiche) per la commercializzazioni di materiale meccanico vario di produzione nazionale. Della stessa nel 1944 ne diventa presidente e ne cambia il nome in "Vittorio Belmondo e C", l'attività lo impegna fino al 1955.

Durante il periodo agonistico deve aver ben conosciuto il pilota Carlo Felice Trossi (1908÷1949), affermato gentleman nel periodo 1931÷48 e socio della scuderia di Enzo Ferrari. Quest'ultimo venne in possesso di uno dei suoi piccoli scooter.
Nel 1944, a causa dell’occupazione tedesca degli stabilimenti di Pontedera, parte della produzione Piaggio si trasferisce nel biellese, e Trossi, che proveniva da una agiata famiglia operante nel settore tessile e proprietaria di una villa a Gaglianico, da ospitalità alla famiglia dell'ing. Vittorio Casini.
Casini era un progettista Piaggio che con Renzo Spolti erano stati incaricati a costruire un motoveicolo popolare. Pare che nel Simat, ricoverato nella foresteria della villa Trossi, avessero trovato l'ispirazione, è indubbia comunque la somiglianza col prototipo MP5 della Piaggio.

Link Google Maps: Corso Moncalieri, 27 10131 Torino TO

Le schede disponibiliDocumentazione
Simat 1940÷1941RI-OFSE-
Velta 1941÷1942RI-OFSE-

Legenda:
RI Ricambi - UM Uso e Manutenzione - OF Manuale Officina
SE Schema elettrico - OM Omolog.

Ultimo aggiornamento 11/01/2022 - Segnala un errore sulla scheda
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